Permesso di soggiorno e di lavoro per discendenti di cittadini italiani (“oriundi”).
La recente evoluzione della normativa italiana in materia di immigrazione e cittadinanza ha aperto uno scenario nuovo e articolato per i discendenti di cittadini italiani residenti all’estero, in particolare per coloro che, a seguito delle modifiche introdotte nel 2025, non possono più ottenere automaticamente la cittadinanza iure sanguinis. Con la conversione del Decreto Legge n. 36/2025 nella Legge n. 74/2025, il legislatore ha infatti ridisegnato l’equilibrio tra il principio tradizionale della discendenza e l’esigenza di un legame effettivo con lo Stato italiano, introducendo restrizioni significative al riconoscimento automatico della cittadinanza. Allo stesso tempo, però, lo stesso intervento normativo ha creato una nuova e rilevante opportunità di ingresso e integrazione in Italia attraverso il lavoro.
Introduzione della categoria speciale di ingresso per lavoro
Il cuore di questa innovazione è rappresentato dall’introduzione, nel Testo Unico sull’Immigrazione (D.Lgs. 286/1998), dell’articolo 27, comma 1-octies, che ha istituito una categoria speciale di ingresso per lavoro riservata ai discendenti di cittadini italiani. Si tratta di un canale “fuori quota”, quindi non soggetto ai limiti numerici annualmente stabiliti dal decreto flussi, che consente l’ingresso in Italia per lavoro subordinato – e, in prospettiva, anche autonomo – senza dover competere per i posti contingentati normalmente riservati ai cittadini stranieri.
Ambito soggettivo e territoriale di applicazione
Un passaggio decisivo è avvenuto con la pubblicazione, il 24 novembre 2025, del decreto del Ministero degli Affari Esteri del 17 novembre 2025, che ha individuato gli Stati caratterizzati da una storica e significativa emigrazione italiana. I cittadini di Argentina, Brasile, Stati Uniti d’America, Australia, Canada, Venezuela e Uruguay, se in grado di dimostrare la propria discendenza da cittadini italiani, possono oggi accedere a questa procedura semplificata. Pur non escludendo possibili ampliamenti futuri, il Governo ha per ora circoscritto l’ambito di applicazione a questi Paesi, nei quali la presenza di comunità di origine italiana è particolarmente rilevante.
Procedimento amministrativo per il rilascio del nulla osta, del visto e del permesso di soggiorno
Dal punto di vista pratico, la procedura richiede innanzitutto la disponibilità di un’offerta di lavoro da parte di un datore di lavoro italiano. Quest’ultimo deve presentare domanda di nulla osta allo Sportello Unico per l’Immigrazione, specificando che il lavoratore rientra nella categoria dei discendenti di cittadini italiani beneficiari dell’ingresso fuori quota. Una volta ottenuto il nulla osta, il candidato può richiedere il visto per lavoro presso la rappresentanza diplomatica italiana competente, allegando la documentazione necessaria a dimostrare la discendenza, come certificati di nascita, matrimonio e morte che colleghino il richiedente all’antenato italiano. Dopo l’ingresso in Italia, seguono la firma del contratto di soggiorno e la richiesta del permesso di soggiorno, che consente di iniziare regolarmente l’attività lavorativa.
Regime giuridico del titolo di soggiorno e assenza di limiti generazionali
Uno degli aspetti più rilevanti di questa misura è l’assenza di limiti generazionali espliciti: anche i discendenti oltre la seconda generazione, possono beneficiare di questo canale privilegiato. In questo senso, il visto per lavoro fuori quota si configura non solo come uno strumento di accesso immediato al mercato del lavoro, ma anche come il primo passo di un percorso più ampio di integrazione. La stessa Legge n. 74/2025 ha infatti ridotto da tre a due anni il periodo di residenza legale richiesto per la cittadinanza per residenza in favore dei discendenti di cittadini italiani, offrendo una prospettiva concreta di stabilizzazione e piena appartenenza alla comunità nazionale.
Assistenza e servizi complementari di relocation
Affrontare un trasferimento internazionale di questo tipo richiede competenze giuridiche, organizzative e logistiche. Un’assistenza qualificata consente di gestire correttamente ogni fase, dalla verifica preliminare dei requisiti alla preparazione della documentazione, fino al coordinamento con le autorità consolari e amministrative italiane. A ciò si affiancano spesso servizi di relocation indispensabili per un inserimento efficace, come il supporto per il trasloco, l’ottenimento del codice fiscale, l’iscrizione anagrafica, la ricerca di un alloggio, l’apertura di conti correnti e l’orientamento scolastico per i figli.
Inquadramento sistematico e finalità della disciplina
In un contesto normativo che ha ristretto alcune possibilità ma ne ha create di nuove, il permesso di soggiorno e di lavoro fuori quota per discendenti di cittadini italiani rappresenta oggi una delle opportunità più concrete per costruire un progetto di vita e professionale in Italia. È una strada che valorizza il legame storico e culturale con il Paese, trasformandolo in un percorso reale di integrazione, lavoro e, nel tempo, cittadinanza, permettendo a molti italo-discendenti di tornare a vivere nella terra delle proprie origini con basi giuridiche solide e prospettive stabili.
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