Cittadinanza italiana per discendenza: il rinvio alla Corte di giustizia UE e le novità del 2026

La disciplina della cittadinanza italiana per discendenza è al centro di un’importante evoluzione giuridica. Dopo le modifiche introdotte nel 2025, il dibattito sulla legittimità delle nuove regole ha coinvolto non soltanto i giudici italiani, ma anche l’ordinamento dell’Unione europea.

Il passaggio più significativo è rappresentato dall’Ordinanza n. 147 del 2026 della Corte costituzionale, depositata il 23 luglio 2026, con cui è stata sottoposta alla Corte di giustizia dell’Unione europea una questione pregiudiziale relativa alla compatibilità della nuova disciplina con il diritto europeo. La causa è stata registrata a Lussemburgo con il numero C-816/26.

Si tratta di uno sviluppo rilevante per chi desidera ottenere il riconoscimento della cittadinanza italiana in ragione delle proprie origini familiari. Per comprenderne la portata, è però necessario distinguere ciò che è già previsto dalla normativa vigente dalle questioni che devono ancora essere risolte.

La riforma del 2025: che cosa è cambiato?

Il Decreto-Legge 28 marzo 2025, n. 36, convertito con modificazioni dalla Legge 23 maggio 2025, n. 74, ha introdotto nuove limitazioni al riconoscimento della cittadinanza italiana per discendenza, intervenendo sulla Legge n. 91/1992.

In particolare, l’articolo 3-bis della Legge n. 91/1992 ha previsto una disciplina che, in determinate circostanze, esclude il riconoscimento della cittadinanza italiana per persone nate all’estero, in possesso di un’altra cittadinanza e discendenti da cittadini italiani. La norma contempla specifiche condizioni ed eccezioni, da verificare attentamente in relazione alla situazione individuale.

La riforma ha modificato il quadro precedente, rendendo indispensabile un esame preliminare della storia familiare, delle date rilevanti e delle condizioni previste dalla legge. Non è quindi possibile stabilire l’applicabilità della nuova disciplina basandosi esclusivamente sulla presenza di un antenato italiano.

Perché è intervenuta la Corte costituzionale?

La questione è nata da procedimenti nei quali alcuni tribunali hanno sollevato dubbi sulla legittimità costituzionale di specifici aspetti della riforma, con particolare riferimento alla sua applicazione anche a persone nate all’estero prima dell’entrata in vigore della nuova disciplina.

La Corte costituzionale ha già esaminato questioni collegate alla riforma nella sentenza n. 63 del 2026. Successivamente, con l’Ordinanza n. 147/2026, ha ritenuto necessario sottoporre alla Corte di giustizia dell’Unione europea una distinta questione interpretativa, relativa al rapporto tra la disciplina italiana e i principi del diritto europeo.

Il rinvio non equivale a una dichiarazione d’illegittimità della legge. La Corte costituzionale ha chiesto alla Corte di giustizia di chiarire come debbano essere interpretate le disposizioni europee richiamate e se esse siano compatibili con una disciplina nazionale come quella contestata.

Il rapporto tra cittadinanza italiana e cittadinanza europea

Il punto centrale della questione riguarda il collegamento tra cittadinanza nazionale e cittadinanza dell’Unione europea.

Gli articoli 9 del Trattato sull’Unione europea e 20 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea stabiliscono il quadro di riferimento: chi possiede la cittadinanza di uno Stato membro è anche cittadino dell’Unione.

La determinazione delle condizioni per acquisire la cittadinanza resta, in linea generale, una competenza degli Stati membri. Tuttavia, quando una normativa nazionale incide su una condizione che determina anche l’attribuzione dello status di cittadino europeo, può rendersi necessario verificare il rispetto dei principi dell’ordinamento dell’Unione.

È su questo equilibrio che si concentra il rinvio pregiudiziale: la Corte di giustizia dovrà chiarire se gli articoli 9 TUE e 20 TFUE ostino alla preclusione prevista dalla legge italiana per determinate persone nate all’estero prima della riforma del 2025 e in possesso di un’altra cittadinanza.

La causa C-816/26: a che punto è il procedimento?

La causa C-816/26, denominata Picuso, risulta registrata presso la Corte di giustizia dell’Unione europea come procedimento pregiudiziale in materia di cittadinanza dell’Unione.

La fase scritta consente ai soggetti legittimati, agli Stati membri e alle istituzioni europee di presentare osservazioni sull’interpretazione del diritto dell’Unione. Potranno seguire ulteriori fasi processuali, compresa un’eventuale udienza, prima della decisione.

Non è possibile prevedere con certezza quando sarà pronunciata la sentenza. I tempi dipendono dallo svolgimento del procedimento e dalle valutazioni della Corte.

Per questo motivo, le informazioni sulla causa devono essere aggiornate sulla base delle comunicazioni ufficiali, evitando di presentare come già acquisito un esito che la Corte di giustizia non ha ancora stabilito.

Quali conseguenze può avere la decisione europea?

La futura pronuncia potrà fornire indicazioni importanti sull’interpretazione del diritto dell’Unione e sul rapporto con la disciplina italiana della cittadinanza per discendenza.

Le conseguenze concrete dipenderanno dal contenuto della decisione e dagli eventuali successivi sviluppi sul piano nazionale. Non è corretto anticipare che la riforma sarà necessariamente annullata, che tutte le domande torneranno automaticamente ammissibili o che ogni discendente da un cittadino italiano avrà diritto al riconoscimento.

Occorrerà inoltre distinguere gli effetti della decisione sulle questioni giuridiche sottoposte alla Corte dalle modalità con cui le autorità amministrative e giudiziarie italiane saranno chiamate ad applicarla.

Che cosa significa oggi per chi vuole ottenere la cittadinanza italiana?

Per le persone interessate al riconoscimento della cittadinanza italiana per discendenza, l’evoluzione giurisprudenziale rende ancora più importante un’analisi accurata della propria posizione.

È opportuno verificare la linea di discendenza, la documentazione di stato civile, gli eventuali eventi che possono aver inciso sulla trasmissione della cittadinanza e le condizioni previste dalla normativa vigente. Devono inoltre essere esaminate le disposizioni transitorie e le eccezioni applicabili al singolo caso.

Il rinvio alla Corte di giustizia, da solo, non sospende automaticamente la normativa per tutti gli interessati e non garantisce l’accoglimento di una domanda amministrativa o giudiziale. La valutazione deve quindi basarsi sulle regole attualmente applicabili, senza trascurare i possibili sviluppi del procedimento europeo.

SmartLivingItaly: informazione e supporto sulla cittadinanza italiana

La normativa sulla cittadinanza italiana per discendenza è in evoluzione e richiede attenzione sia alle disposizioni legislative sia alle decisioni delle corti italiane ed europee.

SmartLivingItaly offre supporto personalizzato per orientarsi nel percorso di riconoscimento della cittadinanza italiana, organizzare la documentazione genealogica e di stato civile e individuare gli aspetti della pratica che richiedono una valutazione specialistica.

Seguire gli aggiornamenti normativi è importante, ma altrettanto importante è comprendere come le regole si applichino alla propria storia familiare.

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Pubblicata: sabato, 22 agosto 2026

Le informazioni riportate hanno carattere generale e non sostituiscono una consulenza personalizzata.

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